Calunnia invenzioni truffe di Ilaria Di Roberto

ILL. MO SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI LATINA

Il sottoscritto Marzaduri Marco Roberto Maria, nato a Catania il 09.02.1995 e residente in Triq Nelson, 6, FL 3 Bormla, Cospicua, Malta.
Intende portare a conoscenza dell’Ill.mo Procuratore della Repubblica quanto segue.
Il Marzaduri, psicologo di rinomata fama, nonché ipnotista specializzato titolare della CORNELIO LTD, proprietaria del marchio Studio Esoterico Cornelio, di cui si allega alla presente segno distintivo, si ritrova, oggi, vittima di diffamazione a mezzo internet, che inevitabilmente incide sulla sua professione, ma soprattutto sulla reputazione del suo marchio. Viene, nondimeno, denigrata la sua immagine, associando la figura del suo marchio a quella di appartenente ad una cybersetta, cosa quest’ultima assolutamente falsa.
Ebbene, navigando in rete, tra i tanti articoli di giornale, si è avuto modo di prendere visione di una foto, laddove è raffigurato un tatuaggio, da identificarsi come segno distintivo della cybersetta, di cui tale Di Roberto Ilaria ritiene di essere vittima, che seppur oscurato nei nomi, risulta comunque identificabile e riconducibile allo scrivente. Si ritiene che ciò leda fortemente l’onore del rappresentato marchio, in quanto infanga una figura che da anni opera nel settore e che da anni riscuote non pochi consensi. Ciò al fine precipuo di dissociarsi da qualsivoglia calunnia che si sta in questo momento perpetrando, per i motivi che di seguito verranno esplicati.
Tuttavia, si vuole preliminarmente illustrare quelli che furono i rapporti tra la Di Roberto ed il proprietario del marchio, i quali sono ampiamente illustrati in una querela illo tempore depositata presso la Procura di Latina che qui si intende richiamare ed allegare. Ebbene, tutto ciò che è stato fantasiosamente illustrato dalla Di Roberto non è assolutamente corrispondente al vero, in quanto lo scrivente non avrebbe avuto alcun interesse a compiere simili condotte, ma bensì è stata la Di Roberto a perpetrare prima delle vere e proprie diffamazioni, per come illustrato in querela, ed oggi delle celate calunnie, stante la consapevolezza di questa della totale assenza di qualsivoglia condotta penalmente rilevante in capo al titolare del marchio, che ella ha inteso rendere pubblico, seppur velatamente, attraverso la messa a disposizione di quella foto. Ma vi è di più, siffatte illazioni non hanno ragione di essere, posto che il credito vantato dalla Cornelio LTD era sorretto da un titolo di credito debitamente sottoscritto dalla Di Roberto, ed appare un fuor d’opera che ella non si fosse resa conto della firma neppure in seguito, soprattutto allorquando, perpetrando delle condotte diffamatorie con i clienti dello studio per il quale ella aveva sottoscritto il pagamento tramite cambiale delle quote che avrebbe voluto acquisire, attuava delle condotte atte a far comprendere in modo lapalissiano la sua consapevolezza. E difatti, le diffamazioni che ha perpetrato nei confronti dei detentori del marchio, fanno assolutamente escludere che lei sia stata obbligata a sottoscrivere delle cambiali, ma ciò è ulteriormente dal tenore dei messaggi audio che la stessa inoltrava al proprietario del marchio. Ebbene, il tenore di questi messaggi audio, tutto fanno intendere, tranne che ella fosse vittima di minacce, soprattutto se si considera che è evidente dal tenore delle stesse l’introito economico che la stessa percepiva dalle commissioni con i clienti che ella svolgeva per conto dello studio, ma ancor più l’entusiasmo con il quale comunicava il procaccio dei clienti fanno escludere a priori quella coartazione e soggezione tipiche nel soggetto passivo che subisce minacce, ma ancor più che è costretto a sottoscrivere un titolo di credito. E difatti se ciò fosse stato vero, non appena resasi conto ella, di certo non avrebbe continuato a procacciare clienti, ma soprattutto ad usare la carta di credito POS dello stesso titolare del marchio che a suo dire l’avrebbe minacciata. Ebbene, ciò è evincibile dal tenore di alcuni audio, laddove la stessa esplicitamente dà conto dei prelievi che avrebbe effettuato, con ciò dimostrandosi la sua assoluta consapevolezza, nonché spirito di collaborazione, per nulla simbolo di minaccia alcuna.
Ma vi è di più, posto che la stessa ha inteso direttamente affermare che qualora non avesse ricevuto la restituzione delle cambiali avrebbe adito le vie legali attraverso denuncia, con ciò dimostrando di avere un ben preciso disegno criminoso, atto a pregiudicare coloro con i quali avrebbe debitamente preso gli accordi, con ciò dimostrando l’assoluta assenza di ogni scrupolo. Ma in più, la Di Roberto non incontrò mai il Dott. Marzaduri per essere sottoposta alle fantomatiche sedute di ipnosi e difatti ella firmò le cambiali alla presenza dell’Avv. Federica Pecorilli, con studio in Latina alla via Bramante n. 28.
Ebbene alla luce di tutto ciò si ritiene che debbano essere intrapresi i dovuti provvedimenti al fine di evitare il perpetrarsi di ulteriori condotte dannose.
Quanto, inoltre, ai presunti furti di immagine, si precisa che ciò è avulso da qualsiasi realtà, e difatti la storiella inventata dalla Di Roberto circa la questione dei video revenge porn. Ebbene, a tal proposito si vuole evidenziare come sia stata la stessa Di Roberto, nell’ambito di alcune conversazioni (che si allegano alla presente) a ribadire come lei stessa ne fosse a conoscenza, anzi, appare in modo del tutto evidente come ella ribadisca, addirittura, di aver avuto contatti con questi ambienti, ancor prima di entrare in collaborazione con lo Studio di cui lo scrivente ne è titolare. Dimostrando, pertanto, un’assoluta dimestichezza con tale mondo e non corrispondendo pertanto al vero il suo paventato e lamentato furto di immagine.
Ma altrettanto fantasiosa appare l’allusiva costrizione alla firma di perizie giurate, intanto perché lo si ricordi che la responsabilità penale essendo personale non può essere sic et simpliciter affermarsi di essere stati costretti, senza apporre alcuna prova, ma soprattutto senza considerare che non era assolutamente interesse della Cornelio Ltd ottenere delle perizie giurate da parte della Di Roberto; ciò in quanto la stessa Cornelio LTD è già munita dei propri consulenti esperti e qualificati. Ma vi è di più. Perché è proprio in questo contesto che deve inserirsi il tenore del tatuaggio che ella ha così tanto tacciato di obbligo da parte dei suoi presunti carnefici. Ebbene, appare del tutto evidente che mai nessuno nella perpetrazione di un reato, innanzitutto, voglia lasciare un segno così evidente e distintivo (si pensi a tal proposito ogni studio psicologico volto a dimostrare come ogni potenziale carnefice tenda a nascondere i propri misfatti), ma ancor più si sostiene che la Di Roberto lo abbia fatto proprio perché consapevole del valore di quel simbolo, valore da intendersi in questa sede quale valore economico: difatti è stata la stessa Di Roberto a stimare il valore di quel simbolo in otto milioni di euro, pertanto è del tutto plausibile che lo abbia fatto per il valore e prestigio di questo e non già per una costrizione volta a marchiarla, come la stessa in modo del tutto calunnioso sostiene.
Ma ancor di più, la Di Roberto usava le carte intestate al Marzaduri e percepiva da queste denaro al precipuo fine di eludere le legislazioni in materia di reddito. E difatti la stessa percependo il c.d. reddito di cittadinanza se avesse operato quelle manovre di denaro con carte e conti ad ella intestate avrebbe perso tale beneficio e quindi il suo disegno criminoso va ben oltre la semplice calunnia e diffamazione.
Pertanto, in ultima analisi, al solo fine di dimostrare la personalità della Di Roberto si rappresenta come ella non sia per niente impressionabile, basti guardare le minacce e le diffamazioni che la stessa ha perpetrato nei confronti di tale Violetta Labanca, di cui si allegano gli screenshot e che smascherano assolutamente il finto vittimismo di cui ella si è tacciata al fine di cercare di porre rimedio, una volta scoperti tutti i suoi piani.
È per tutti questi motivi che il Dott. Marzaduri richiede l’immediato intervento delle autorità a ciò preposte affinchè vengano rimosse le informazioni diffamanti di cui il suo marchio è vittima, chiedendo sin da ora che si possa fare il possibile al fine di evitarne anche di future. E si sollecita, inoltre, un intervento al fine di ELIMINARE il diretto riferimento al simbolo del marchio di cui il Marzaduri ne è titolare. Si sollecita la piattaforma Google a tal proposito.
Tanto premesso, il sottoscritto Marzaduri Marco Roberto Maria
SPORGE FORMALE QUERELA
Con istanza di punizione nei confronti della Sig.ra Ilaria Di Roberto, per il reato di cui all’art. 595 c.p. e per tutti quei reati che dovessero emergere nel corso delle indagini con riferimento al fatto suesposto.
Con riserva di costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti in conseguenza delle condotte sopra descritte, il sottoscritto resta a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento dovesse rendersi necessario e chiede che la S. V. intervenga nella maniera più celere possibile nei confronti della predetta al fine di evitare ulteriori conseguenze del reato.
Dichiara di eleggere domicilio legale in Ferrara presso lo Studio Legale dell’Avv. Daniele Bertaggia del foro di Ferrara, sito in via Giorgio Caselli, n. 11/b.
Fornisce, infine il proprio recapito telefonico +39 3428552342
In fede
Dott. Marzaduri Marco Roberto Maria

Documentazione in allegato alla presente.

Pagina in aggiornamento.

Avv. Bertaggia Daniele

COMUNICATO ANTIMAFIA NEL SETTORE ESOTERICO

Siamo vittima di diffamazioni online e calunnie al titolo estorsivo da quando Il Dottor Marzaduri ha condotto una inchiesta antimafia e antiriciclaggio su REPORT di RAI 3 che riguarda vari clan mafiosi. Vedi a:

Qualunque accusa sul nostro Studio è falsa e oggetto di corruzione da parte delle mafie al fine di screditare l'immagine di un nostro socio in piano protezione e portarlo a negare la realtà.

Chiunque sia a conoscenza di soggetti che previo compenso diffamano il nostro Studio con accuse ben costruite ma di pura fantasia e calunnia è pregato di segnalarlo a mezzo PEC alla Direzione Investigativa Antimafia che da anni indaga anche su sedicenti "maghi" che previo compenso mafioso partecipano alle diffamazioni e calunnie come ad esempio ISMAELL alias Franco Friuli.

Come potete vedere: